In Yemen l’ornamento maschile piu’ importante è la jambiya, il classico pugnale curvo originario della penisola arabica meridionale, usato piu’ spesso quale simbolo della posizione sociale e dei diritti giuridici del suo proprietario che come effettiva arma di difesa o attacco. Molti giovani Yemeniti cominciano a portarla come segno di virilità all’eta’ di 14 anni, mentre gli imputati riconosciuti colpevoli sono obbligati a consegnarla nei tribunali oper simboleggiare la perdita dei diritti.

Il nome jambiya deriva da jamb che significa fianco, perchè le clasi piu’ elevate lo portano sul lato destro del corpo.

Dei tre elementi che compongono una jambiya ( impugnatura, lama e fodero), quello di maggior valore è senza dubbio l’impugnatura. Puo’ essere fatta d’avorio, di dente di narvalo, d’osso, di legno….e oggi persino di plastica. Il materiale piu’ usato è il corno di bue, mentre le impugnature piu’ preziose sono ricavate dall’anima del corno di rinoceronte (saifani).

Naturalmente una jambiya acquista il massimo del valore solo dopo essere stata tramandata di padre in figlio epr diverse generazioni.

Le lame migliori provengono dai vecchi centri della lavorazione del metallo di Hadramawt, Nisab, Al juba e Rada’a dove secndo le tradizioni tutti gli armaioli discenderebbero da un unico antenato comune ma buone la me si fabbricano anche a Sana’a e Sada.

Esistono due modelli principali di jambiya. Il primo è riconoscibile dal fodero incurvato usato dai guerrieri tribali (qabili), che lo portano sulla parte anteriore del corpo. Questo tipo di fodero viene chiamato ‘azib nello Yemen centrale e settentrionale, jafir nella tihama e jihaz nelle regioni del sud. In generale l’asib è fatto di cuoio comune e il valore della jambiya e il suo valore dipende principalmente dall’impugnatura e dalla lama.

Il secondo modello presenta un fodero chiamato thuma, con una curvatura mano accentuata, e viene indossato sul fianco destro della cintura. Fino al 1962 era riservato ai qadi (giudici) ed era spesso decorato con eleganti rilievi in argento.

I foderi piu’ pregati venivano forgiati quasi esclusivamente a Sana’a e Al Zayddiyah (nella Tihama). In particolare la lavorazione ebrea era riconoscibile dalla solita filigrana mentre gli artigiani musulmani ricorrevano spesso a iscrizioni in versi.

La tradizione tribale ( che in Yemen è la legge) probisce l’uso della jambiya come arma.

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